Controllo di gestione per PMI: i 6 KPI da guardare ogni mese

Molti titolari di PMI scoprono come è andato l’anno solo quando il commercialista consegna il bilancio, a primavera dell’anno successivo. A quel punto i numeri raccontano una storia già finita: non si può più correggere nulla. Il controllo di gestione serve esattamente a questo, ovvero a leggere i numeri mentre si può ancora intervenire. E non richiede software costosi: bastano pochi indicatori, guardati con regolarità.

1. Fatturato del mese rispetto al budget

Il primo indicatore è il più semplice: quanto hai fatturato questo mese, e quanto avevi previsto? Lo scostamento conta più del numero assoluto. Un mese sotto le attese può essere un caso; tre mesi di fila sono un segnale da non ignorare. Se non hai ancora un budget, questo è il momento giusto per costruirne uno, anche semplice.

2. Margine lordo (per prodotto, servizio o cliente)

Fatturare tanto non significa guadagnare. Il margine lordo, cioè ricavi meno costi diretti, dice quanto resta davvero da ogni vendita per coprire i costi fissi. Calcolarlo per linea di prodotto o per cliente riserva spesso sorprese: il cliente più grande non è sempre il più redditizio.

3. Incassi effettivi e saldo di cassa

Il fatturato è competenza, la cassa è realtà. Ogni mese confronta quanto hai fatturato con quanto hai effettivamente incassato, e guarda il saldo di cassa previsto per i prossimi 60-90 giorni. È l’indicatore che più di tutti evita brutte sorprese.

4. Giorni medi di incasso (DSO)

Quanti giorni passano, in media, tra l’emissione della fattura e l’incasso? Se il numero cresce mese dopo mese, i clienti ti stanno usando come banca. Tenerlo d’occhio permette di intervenire con solleciti mirati prima che il credito diventi difficile da recuperare.

5. Incidenza dei costi fissi

Affitti, stipendi, canoni, abbonamenti: i costi fissi tendono a crescere in silenzio. Misurare quanto pesano sul fatturato, e calcolare il punto di pareggio (il fatturato minimo che serve per coprirli), aiuta a capire quanto margine di sicurezza ha davvero l’azienda.

6. Scaduto fornitori e debiti tributari

L’ultimo indicatore guarda dall’altra parte: quanto devi pagare, e quanto è già scaduto? Fornitori pagati in ritardo, F24 rimandati o rateizzati sono spesso il primo sintomo di una tensione finanziaria. Meglio vederlo in un cruscotto che scoprirlo da una cartella esattoriale.

Come iniziare senza complicarsi la vita

Un foglio di calcolo con questi sei numeri, aggiornato entro il 10 di ogni mese, è già un cruscotto di controllo di gestione. Il valore non sta nella perfezione del calcolo, ma nella costanza: dopo tre o quattro mesi inizierai a riconoscere le tendenze e a prendere decisioni basate sui dati, non sulle sensazioni.

Vuoi un cruscotto mensile costruito sui numeri della tua azienda, senza doverlo aggiornare tu? Prenota una consulenza gratuita su WhatsApp e vediamo insieme da quali indicatori partire.

📩 Vuoi un promemoria pratico a settimana su scadenze e contabilità per PMI, senza vendita? Iscriviti qui e ricevi anche subito la Checklist scadenze fiscali per PMI gratuita.

Lascia un commento

CONTATTAMI

← Precedente

Grazie per la risposta. ✨

Scopri di più da LUIGI CARUANA

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere